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Diario di un arrembaggio

Hacking Working Capital


22 dicembre 2011

Il blitz è scattato questa mattina, quando abbiamo lasciato l'isola di Mompracem armati fino ai denti, imbottiti di caffeina e con una missione ben definita: prendere il controllo di Working Capital.

La battaglia, combattuta a colpi di scimitarre e terminali SSH, è durata poco. Le nostre sagome, temprate da partite di calcetto, yoga, piscina e lezioni online, hanno trionfato. Poi, visto che tutto sommato finora avevano fatto un buon lavoro - invece che fare la solita macelleria messicana che tanto eccita Yanez - ci siamo limitati a legarli alle sedie del loro grigio ufficio romano.

Perché è a Working Capital che puntiamo? Migliaia di progetti per cambiare l'Italia. Migliaia di persone scatenate come noi pronte a provare, assaltare, sperimentare. Creare aziende dal nulla, costruire e immaginare - fare soldi con le idee e le tecnologie.

Adesso che lo abbiamo hackerato, dobbiamo decidere che farne, di Working Capital. Non è facile: Sandokan fa tanto il figone durante gli arrembaggi ma poi - quando c'è da riflettere - non riesce a stare seduto, conclude poco, e si distrae pensando alla Perla di Labuan.

Sicuramente vogliamo un'apertura totale, radicale. Le migliaia di progetti, se i loro autori sono d'accordo, dovrebbero essere pubblici, migliorabili dagli altri tigrotti. Oggetto di una discussione collettiva. Di un incrocio di team.

E poi più community, proprio partendo dalle idee per migliorare questo paese.
E visto che siamo in così tanti, perché non insegnarci a vicenda quello che sappiamo su come inventare nuovi servizi, imprese, esperimenti e avventure?

E in questa ottica di apertura totale, se avete idee, mandatecele subito. Qui: mompracem@oilproject.org

Evviva i pirati.

I tigrotti: Marco, Alessandro, Domenico, Enrico, Laura, Lorenzo, Mario, Stefano e Veronica


La nuova home crackata di Working Capital: