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Epica: significato

Definizione

Genere letterario dell’antichità che raccoglie e unisce in un ciclo narrativo (o in più cicli narrativi) le imprese eroiche e leggendarie di un personaggio principale che incarna la tradizione e i valori nazionali di un popolo.

Spiegazione ed esempi

La narrazione epica, in cui si intrecciano
eventi mitico-leggendari, come l’intervento di divinità negli eventi umani o la presenza di creture mitologiche, è tipicamente in versi ed è affidata alla trasmissione orale recitata, spesso affidata a cantori di professione (in Grecia, gli "aedi"), che fanno ampio ricorso ad uno stile formulare, ricco di epiteti per caratterizzare i singoli eroi e per facilitare la memorizzazione del testo.

Tra i modelli archetipici di riferimento, l’E
popea di Gilgamesh, i poemi omerici (l’Iliade e l’Odissea, che avranno un influsso determinante su tutta la tradizione narrativa occidentale), l’Eneide di Virgilio. Nel Medioevo possono essere  considerati affini all’epica i primi grandi cicli “nazionali” (per la Germania, l’Anello dei Nibelunghi, il poema anglosassone Beowulf, il ciclo francese della chansons de geste del ciclo carolingio). In Italai, si ricordano i casi dell’Africa di Francesco Petrarca e il Teseida di Giovanni Boccaccio.

La prospettiva epica, che esalta il passato nazionale, il valore bellico, il coraggio individuale, il rispetto della gerarchia sociale, sopravvive poi nella tradizione italiana del
poema cavalleresco (come nel caso dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, dove non mancano casi di ironia sui modelli del passato) e viene recuperata nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

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