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Il Fuoco

Perché l'opera si chiama così??

Il 30 giugno 2014 alle 13:28, da Gabriele Guerrini


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Ciao Gabriele, in effetti la tua interpretazione è calzante; D’Annunzio stesso, presentando il suo romanzo, lo definisce “igneo”, per simboleggiare la forza della creazione artistica che sta alla base dell’opera, che tutto brucia e divora. Alla metafora del fuoco si possono così associare moltissimi significati: la distruzione delle convenzioni della tradizione in nome dei valori supremi dell’arte (impersonata ovviamente da Stelio Effrena e da Foscarina, dietro cui è facile intravedere l’autore stesso ed Eleonora Duse) e del teatro wagneriano; il trionfo assoluto della passione, vissuta dal superuomo nel passaggio da Foscarina alla nuova passione per Donatella Arvale; l’idea stessa di creazione artistica, che plasma e ricrea la realtà in una dimensione inedita. Lo stile del romanzo è esso stesso “igneo” e - per così dire - sempre mutabile come una fiamma: “Il fuoco” è, da questo punto di vista, il vertice del decadentismo e del compiacimento linguistico di D’Annunzio, che inserisce nelle pagine del suo romanzo lunghissime descrizioni, elenchi smisurati, una sintassi tanto ricca quanto elaborata e complessa. Grazie per la domanda, un saluto e buona giornata! :)

Grazie a te, Luca! Altrettanto buona giornata - Gabriele Guerrini 30/6/14

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Io ho provato a darmi una risposta però non so se è corretta. Secondo la mia opinione D'Annunzio ha scelto questo titolo per simboleggiare l'ardore dei sentimenti che come una fiamma scaldano e caratterizzano l'animo del protagonista. Questa fiamma insomma è la metafora: di sentimenti, stati d'animo, emozioni, desideri e passioni egli esterna, anche in maniera molto esplicita, nel suo romanzo...

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