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nous

Vorrei chiederti di definire meglio il nous per Aristotele. Grazie.

Il 3 settembre 2014 alle 10:44, da rita leonardi


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Ciao Rita! Volevo aggiungere poche cose alla risposta di Matilde Quarti: in ambito logico il "nous" ha una sorta di potere di "intuizione razionale", che ci permette di giungere alle definizioni che fungono da premesse di base per i sillogismi scientifici. Scrive, infatti, negli "Analitici Secondi": "il principio della dimostrazione non è una dimostrazione: di conseguenza, neppure il principio della scienza risulterà un scienza. Ed allora, se oltre alla scienza non possediam alcun altro genere di conoscenza verace, l'intuizione dovrà essere il principio della scienza. In conclusione, citando Popper, si potrebbe dire che "come Platone, anche Aristotele credeva che noi otteniamo ogni conoscenza, in ultima analisi da un'apprensione intuitiva delle essenze delle cose". Inoltre, Giovanni Reale ha fatto notare che l'intelletto agente - di cui ha parlato esaurientemente e correttamente Matilde - è nell'anima e ha i caratteri del divino, tra cui l'impassibilità. Se avessi altri dubbi facci sapere!!! Buona serata

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Ciao Rita, nella filosofia aristotelica possiamo identificare un intelletto agente/attivo, che ricava per astrazione le essenze dalle immagini sensibili, permettento il passaggio dalla conoscenza in potenza a quella in atto, e un intelletto potenziale/passivo, che apprende le essenze delle cose. L'intelletto, inoltre, per Aristotele fa parte delle virtù dianoetiche e quindi non è una facoltà naturale ma una disposizione, acquisita mediante l'esercizio, rivolta a comprendere i principi primi delle scienze. Spero di esserti stata utile, ti mando un saluto!

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