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A conti fatti / 4. Boldrin intervista Reichlin: i problemi strutturali dell'Italia

Inserito da Oilproject il 28 dicembre 11
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A Conti Fatti, speciale Natale: Michele Boldrin e Pietro Reichlin, professore ordinario di Economia all’Università Luiss. Si discute dei problemi strutturali del nostro Paese e del contesto internazionale.

ARGOMENTI TRATTATI
- Problemi strutturali che frenano l’Italia e cambiamenti necessari (e chi vi si oppone)
- Ruolo della Germania nella crisi dell’Unione Europea
- Approccio incurante della consistenza economica delle proposte fatte dalla politica italiana
- "Fase due" del governo Monti, cosa auspicare e cosa aspettarsi

Qualcuno regali una buona webcam a Boldrin (impossibile non notare la differenza con quella di Reichlin)!

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Ritratto di Bepi

Bepi

Ho letto che le banche italiane hanno emesso lunedì scorso obbligazioni con garanzia governativa (da decreto del venerdì precedente), che non hanno collocato sul mercato, ma hanno usato come collateral per avere 40 miliardi all'1% dalla BCE martedì scorso. Oggi quelle stesse banche hanno acquistato circa 10 miliardi di BOT e CTZ. Questa operazione potrebbe essere considerata come un "camuffamento" dell'acquisto diretto del debito italiano da parte della BCE, che è vietato dal suo statuto, oppure è qualcos'altro?

28

dicembre 2011 / ore 21:31
Ritratto di Popinga

Popinga

Potete pubblicare anche la terza puntata di "a conti fatti"?
Grazie per l'ottimo servizio che fornite

28

dicembre 2011 / ore 21:20
Ritratto di stefano

stefano

Ciao, Popinga. Come forse avrai già visto, la lezione è online a questo link: http://www.oilproject.org/lezione/a-conti-fatti-3-unione-fiscale-europea...

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marzo 2012 / ore 17:07
Ritratto di oiznem

oiznem

conviene di più ai tedeschi dare una mano ai paesi in crisi per il debito oppure farsi una moneta extra super?

28

dicembre 2011 / ore 20:01
Ritratto di LorenzoTondi

LorenzoTondi

Dipende da cosa si intende per "dare una mano". La Germania al momento non ha convenienza ad uscire dall'Eurozona: più della metà delle proprie esportazioni è diretta ai paesi che ne fanno parte. D'altro canto i tedeschi ultimamente hanno intrapreso un processo di internazionalizzazione della propria area di scambio che li ha portati ad aumentare la quota di esportazioni diretta in Cina, ad esempio. Questo è probabilmente un fatto fisiologico, logica conseguenza della rapida crescita che stanno sperimentando i paesi asiatici.
Non c'è una risposta definitiva: il futuro della Germania nell'Europa dipende da come l'Europa deciderà di organizzarsi: ancora oggi l'unione economica tanto sbandierata è molto lontana, abbiamo mercati del lavoro diversi, sistemi fiscali diversi, e così via. L'armonizzazione delle economie dei paesi membri e l'ulteriore apertura del mercato comunitario sono passi da cui non si può prescindere per proseguire nella costruzione di un'Europa unita forte ed autorevole.

26

marzo 2012 / ore 09:14