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A Conti Fatti / 8. Introduzione al funzionamento del mercato del lavoro

Michele Boldrin tiene una lezione introduttiva sul mercato del lavoro e la teoria economica che lo descrive.
Si parla di come sia fuorviante pensare a quello del lavoro come a un mercato qualunque in cui semplicemente si incontrano domanda e offerta. La search theory introdotta dal Nobel Stigler ne mostra le caratteristiche peculiari dovute all’eterogeneità e dinamicità di lavoratori e imprese.
Bisogna guardare oltre al salario e considerare i costi per le imprese dovuti a complessità, tassazione, burocrazie – non tutti sono necessari e introducono distorsioni a discapito dell’occupazione.
L’economia è soggetta a shock tecnologici e di produttività, l’offerta di lavoro cambia nelle sue caratteristiche. Si rende necessaria una dose di flessibilità per adeguarsi alle condizioni del mercato e un’assicurazione per il lavoratore architettata in maniera tale da incentivarlo a trovare una nuova occupazione e da far assorbire all’impresa le esternalità negative dovute al licenziamento.

SCALETTA
La puntata di oggi affronta il funzionamento del mercato del lavoro.
Il mercato del lavoro: curve di domanda e offerta.
Peculiarità rispetto agli altri mercati.
Distorsioni operate dalla fiscalità.
Search Teory
Fluttuazioni nella domanda di lavoro e meccanismi assicurativi
Gestire la fine del rapporto di lavoro da entrambe le parti

Michele Boldrin è direttore del Dipartimento di Economia della Washington University (St.Louis), fra i fondatori del blog NoiseFromAmerika ed editorialista de Il Fatto Quotidiano e Linkiesta.

Questo video fa parte della rubrica settimanale "A Conti Fatti", curata da Boldrin insieme a Massimo Famularo e Federico Invernizzi.

Video lezione


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Domande, risposte e commenti

  • Pubblica Amministrazione-giustizia morale-cosa prevede la letteratura del mercato del lavoro ? (1 risposta)
  • sante1965 ha chiesto:

    0

    Capisco che nel passato recente ci siamo illusi, visto l'abbaglio del benessere del momento, di poter pensare che il posto fisso fosse il modello vincente, ma come mai oggi viene dato tanto risalto alla modifica del mercato del lavoro solo privato lasciando il posto fisso tutelato e proprio chi ci chiede sacrifici per salvare lo stato italiano usufruisce di un posto fisso con garanzie con privilegi pensionistici e anche di altra natura incredibili. Dove è il buonsenso di queste scelte ? E' tutto da rifare o sbaglio ? E' una mia sensazione che non si voglia fare ? La letteratura sul mercato del lavoro storicamente non ci dice dove queste incongruenze morali economiche hanno portato ? E se questa è una anomalia di nuovo tipo mai trattata storicamente, se lei pensa che effettivamente sia un'anomalia cosa ne pensa

    inserito il 16/04/2012 alle ore 12:58

      Federico_Invernizzi ha risposto:

      0

      Sante1965, sono d'accordo con te solo in parte. Mi spiego: che i dipendenti statali siano ipertutelati e lavorino in un contesto che non bada agli effettivi meriti con conseguenti premi (anche consistenti) e punizioni (anche il licenziamento, secondo me) è fuori di dubbio. Mi sembra però a dir poco impreciso identificare il legislatore con la massa di dipendenti pubblici che proprio nulla hanno a che spartire con parlamento e governo. Secondo me il buon senso delle scelte manca, si tratta di compromessi pavidi e il rischio maggiore è che non si consideri "tutto da rifare", come dici, ma piuttosto "tutto già fatto", lasciando quindi una situazione forse peggiore di quella precedente con la convinzione che il mercato del lavoro sia stato davvero riformato e che non sia più necessario parlarne.

      inserito il 19/04/2012 alle ore 19:55


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