Sostanze stupefacenti

Ecstasy ed MDMA: effetti, dipendenza e conseguenze sull'organismo

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Usi ed effetti delle anfetamine e delle metanfetamine.

Le anfetamine e le metanfetamine sono dei composti chimici appartenenti a una più ampia famiglia detta delle fenetilamine. La modalità di assunzione di queste droghe è principalmente quella orale, sotto forma di pasticche, ma possono essere anche inalate, sniffate o iniettate. Tra le anfetamine più note c'è l'Ecstasy o MDMA.

Agiscono in particolar modo a livello del sistema nervoso centrale, a livello delle sinapsi, strutture specializzate che permettono ai neuroni di comunicare tra di loro. Le anfetamine e le metanfetamine agiscono su questa struttura impedendo il riassorbimento del neurotrasmettitore presente nello spazio intersinaptico e aumentandone la produzione. Quindi una sovrastimolazione dei neuroni. In questo modo si ha una iperattivazione delle vie neurali, soprattutto per quanto riguarda le vie che coinvolgono il senso di gratificazione e piacere. Inoltre si avrà una disregolazione del senso di appetito, che diminuisce considerevolmente, e una disregolazione dei circuiti che gestiscono il sonno, provocando una grave condizione d'insonnia. Si possono verificare anche allucinazioni e psicosi. Inoltre le anfetamine, agendo sul sistema simpatico, provocheranno un aumento del battito cardiaco e della pressione, mentre sul sistema respiratorio, causeranno tachipnea e ipertermia, aumento della temperatura corporea, pur in assenza di febbre.

Sul lungo periodo il consumo di anfetamine e metanfetamine porta a una serie di manifestazioni cliniche gravi: la mancanza di appetito e l'aumento dell'assorbimento di calorie porta a malnutrizione e infine a cachessia, una forma di deperimento caratterizzata dal progressivo deterioramento di tutte le funzioni metaboliche, con conseguente consunzione di tutto l'organismo, fino alla morte. Queste sostanze poi sono citotossiche e provocheranno una perdita graduale di neuroni, in particolare quelli che producono serotonina e dopamina, con conseguenti stati di ansia e depressione, dovuti dal minor livello di queste sostanze nell'organismo. Si verificherà inoltre un'alterazione del comportamento che diventerà violento e aggressivo.
Queste sostanze creano dipendenza e tolleranza.

 

 

Bibliografia
- Rugarli C. , Medicina Interna Sistematica, Elsevier
- Harrison's, Principles of Internal Medicine, McGrawHill
- Robbins e Cotran, Le Basi Patologiche delle Malattie, Elsevier
- Katzung G., Farmacologia Generale e Clinica, Piccin

Cecilia Steinwurzel è laureanda in medicina all'Università Statale di Milano. Fa inoltre parte di Antares, un'associazione di pittori senza scopo di lucro.

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