William Shakespeare

"Giulio Cesare" di Shakespeare, il discorso di Antonio: spiegazione e commento

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Il discorso di Antonio è il più famoso del Giulio Cesare, un’opera ricca di discorsi pubblici, ed è tra i monologhi teatrali più celebri. Nel testo lo troviamo subito dopo il discorso di Bruto: Antonio chiede, infatti, ai cospiratori di poter parlare al funerale di Cesare e questi accettano a patto che Bruto sia il primo a parlare.
Così, dopo il suo discorso semplice e onesto, in prosa, Bruto introduce Antonio, il quale inizia il suo discorso riprendendo l’apertura di Bruto “Roman, countrymen and lovers”, ma modificandola con un “Friends” iniziale: “Friends, Roman, countrymen, lend me your ears”. In questo modo il discorso inizia richiamando l’attenzione dei cittadini con un friends, amici, molto più emotivo rispetto a Romans.
Il discorso di Antonio inoltre, a differenza di quello di Bruto, è in versi, e questo attira maggiormente l’attenzione del pubblico. Antonio parla alla folla elogiando Bruto e i cospiratori ma attraverso la psicologia inversa e la reiterazione di un concetto, ovvero del fatto che Bruto dice che Cesare era ambizioso e Bruto è un uomo d’onore, arriva a convincere il popolo dell’esatto contrario. Inoltre egli basa tutto il suo discorso sull’emotività, al contrario di Bruto che aveva fatto leva sulla logica e la ragione, e chiude il suo intervento con una pausa, dicendosi sopraffatto dal dolore, rendendo quindi tutti partecipi delle proprie emozioni.

W. Shakespeare, Julius Caesar
Antony’s speech. Act 3 sc 2

    Friends, Romans, countrymen, lend me your ears;
    I come to bury Caesar, not to praise him.
    The evil that men do lives after them;
    The good is oft interred with their bones;
    So let it be with Caesar. The noble Brutus
    Hath told you Caesar was ambitious:
    If it were so, it was a grievous fault,
    And grievously hath Caesar answer'd it.
    Here, under leave of Brutus and the rest--
    For Brutus is an honourable man;
    So are they all, all honourable men--
    Come I to speak in Caesar's funeral.
    He was my friend, faithful and just to me:
    But Brutus says he was ambitious;
    And Brutus is an honourable man.
    He hath brought many captives home to Rome
    Whose ransoms did the general coffers fill:
    Did this in Caesar seem ambitious?
    When that the poor have cried, Caesar hath wept:
    Ambition should be made of sterner stuff:
    Yet Brutus says he was ambitious;
    And Brutus is an honourable man.
    You all did see that on the Lupercal
    I thrice presented him a kingly crown,
    Which he did thrice refuse: was this ambition?
    Yet Brutus says he was ambitious;
    And, sure, he is an honourable man.
    I speak not to disprove what Brutus spoke,
    But here I am to speak what I do know.
    You all did love him once, not without cause:
    What cause withholds you then, to mourn for him?
    O judgment! thou art fled to brutish beasts,
    And men have lost their reason. Bear with me;
    My heart is in the coffin there with Caesar,
    And I must pause till it come back to me.

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