Allegria di naufragi

Ungaretti, "Il porto sepolto”: analisi e commento

A cura di Rachele Jesurum

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Questa breve poesia porta il titolo della prima e omonima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. Sono versi che ci parlano della vita dell'autore e della città in cui è nato, Alessandria d'Egitto. Il titolo del componimento è parte integrante di esso, fondamentale per la comprensione del testo: spiega infatti il luogo in cui arriva il poeta, la meta del suo viaggio introspettivo. Questo porto, definito da Ungaretti "sepolto", è un'immagine carica di simbolismo, in cui il dato reale si fa tramite per comunicare una verità più remota ed universale. L'aggettivo "sepolto" porta infatti con sé l'idea di un mondo sottostante e precedente: è un porto antico che ci ricollega al tempo della nascita di Alessandria (e ad un porto di epoca tolemaica addirittura antecedente), e che ha in sé “un inesauribile segreto”. Qualcuno aveva narrato di questo luogo a un Ungaretti in giovane età che ne era rimasto profondamente colpito. Questo segreto, il porto, è ciò che la poesia riesce a riportare alla luce con i suoi versi, e poi a "disperdere", cioè, a diffondere e divulgare tra i lettori: in tal senso, la poesia e l'attività del poeta sono il compimento dell'illuminazione iniziale che ha permesso la scoperta del mistero stesso.

 

La narrazione poetica e la parola rappresentano, agli occhi dell'autore e di tutta una tradizione letteraria, un mezzo di conoscenza di se stessi, qualcosa attraverso cui indagare l'ignoto che vive dentro ciascuno di noi. Ed ecco che il ripercorrere le epoche, il discendere per riscoprire il "porto sepolto", diventano simbolo di un viaggio introspettivo che Ungaretti compie grazie alla narrazione poetica. L'idea dell'indagare e della discesa ci riportano immediatamente a una tradizione antica e mitica, ricordandoci pure il tema della discesa agli Inferi, tanto presente nella letteratura classica. Dal punto di vista metrico, Il porto sepolto è emblematico della produzione poetica ungarettiana: la lirica è composta da versi liberi e molti brevi, inframmezzati da pause frequenti. La protagonista assoluta è sempre la parola singola e la punteggiatura è completamente assente.

 

Il porto sepolto

 

Mariano il 29 giugno 1916.

 

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

 

Di questa poesia

mi resta

quel nulla

di inesauribile segreto.

 

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