Crisi del debito italiano, manovra, contingenza internazionale e solidità dell'Euro. Tutto questo spiegato in un Questions&Answers con Michele Boldrin (Direttore del Dipartimento di Economia della Washington University e blogger di NoiseFromAmerika.org).
Dopo aver esaurito le seguenti 14 domande, il relatore ha risposto in diretta ai quesiti più votati degli utenti:
1) Cosa succede nella pratica se lo Stato Italiano non riesce a rimborsare i titoli di stato (default)? Ci puoi descrivere il Day After (bancomat, costo della vita, pensioni...)?
2) Cosa succede, in caso di default, ai risparmi privati?
3) Se l'Italia - che è considerata nazione non salvabile dall'esterno a causa della dimensione del debito - dovesse fallire, cosa accadrebbe all'intero sistema economico mondiale (UE, USA, Cina)?
4) Quali sono le situazioni ad alto rischio oltre a Italia e Grecia? Gli USA e il Credit Crunch?
5) Perchè questa crisi è sistemica? Cosa significa il termine Crisi Sistemica?
6) Come si stabilizza il sistema paese Italia?
7) Cosa cambierà in questi giorni in Europa? Che potere ha la BCE di influenzare le politiche nazionali?
8) Un governo tecnico cambiato nella fase più acuta della crisi che impatti potrebbe avere?
9) L'Italia è il popolo dei BOT: che implicazioni ha con la crisi attuale? Quanto pesa il fatto che gran parte del nostro debito sia in mano a italiani?
10) Quali sono gli indicatori da tenere presente come termometro delle economie? Indici di Borsa? Strumenti per misurare lo Spread? Altro?
11) Qual è il ruolo della stampa - in Italia e all'estero - nel raccontare e spiegare questa crisi? Come lo sta esercitando?
12) Che scenari vedi per il "dopo" a livello di equilibri geopolitici, lingue parlate, ritorno ai protezionismi?
13) Cosa sono gli eurobond? Chi li vuole, e chi no? Perchè? Secondo te sono rischiosi?
14) Quanto potrebbe essere praticabile la strada della rinegoziazione del debito, come fu fatto da Equador e Argentina?
Un LIVE Q&A interattivo in collaborazione con NoiseFromAmerika.
Registrazione della videochat in diretta del 12/09/2011.
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L'emissione dei titoli di stato funziona secondo un meccanismo d'asta, in cui la quantità offerta dallo Stato è fissa, e il prezzo di vendita dipende dalle offerte degli acquirenti. A seconda delle offerte presentate può quindi crearsi un prezzo medio ponderato basso al punto da far sì che la domanda superi l'offerta
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E se invece lo Stato recuoerasse la Sovranità monetari applicando la legge 262 del 28 dicembre 2005 che prevede il riorno allo Stato delle quote in possesso di soggetti diversi dallo Stato, il tutto entro tre anni? Non potrebbe essere la soluzione il recupero della Sovranità monetaria, potere di creare moneta ex nihilo, orsa in mano alla BCE che è una banca privata che deve fare profitto.
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Un ritorno alla sovranità monetaria implicherebbe un'uscita dall'Euro. Uno scenario dagli effetti economici catastrofici. Stampare moneta a seconda del bisogno non è la soluzione ai problemi italiani, se si stampano banconote il valore di ogni banconota diminuisce, e il potere d'acquisto dei cittadini crolla con esso.
Infine, la Banca Centrale Europea non è una banca privata, ma un istituto di diritto pubblico, come previsto dal Trattato di Maastricht
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Nell'articolo del professor Quadrio Curzio pubblicato su Corriere del 20/11/2011, tra le ipotesi per le possibili forme di ricapitalizzazione delle banche, si è ipotizzato di utilizzare"la rivalutazione tassata delle riserve auree della Banca d'Italia ed il riscatto delle azioni che il nostro sistema bancario (ed assicurativo) possiede della stessa".
A mio modesto parere l'utilizzo delle riserve auree potrebbe e forse dovrebbe essere utilizzato per la riduzione del nostro debito pubblico e non come mezzo per ricapitalizzare il sistema bancario.
La vendita delle riserve auree potrebbe essere fatta mediante cessione delle stesse alla BCE avendo in pagamento nostri titoli di stato che la BCE stessa ha recentemente acquistato.
Riguardo al "riscatto delle azioni che il nostro sistema bancario (ed assicurativo) possiede della stessa" sarebbe interessante se qualcuno spiegasse come mai non si pensò di risolvere la questione ai tempi delle privatizzazioni; semplice dimenticanza o altro?
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Perché mai dovremmo riacquistare immediatamente i titoli del debito pubblico acquistati recentemente dalla BCE, se la stessa BCE li ha comprati proprio per dare un mano all'Italia?
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Loretta Napoleoni (Judge Business School di Cambridge) suggerisce su Wired italia di seguire il modello islandese, divisione del debito in 2 parti, debito interno ed esterno, quest'ultimo da ristrutturare e dilazionare. Implicito, dice, è il ritorno alla moneta nazionale. Mi pare una posizione piuttosto diversa dalla sua. Non le pare che gli economisti dovrebbero sostanziare le loro autorevoli opinioni con dei dati un po' più scientifici?
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Il caso islandese è diverso: trattasi infatti di una crisi dovuta all'enorme debito accumulato dalle banche private del paese, il ruolo del debito pubblico fu secondario. Peraltro l'islanda non ha mai adottato l'euro e quindi non ha dovuto affrontare i problemi derivanti da un'eventuale abbandono della valuta comune per riadottare una valuta debole e deprezzata.
Loretta Napoleoni è anche famosa per aver scritto, pochi anni fa, Maonomics, un libro in cui si affermava l'indiscutibile superiorità del modello di sviluppo cinese. Le difficoltà in cui oggi versa il regime di Pechino sono una dimostrazione di quanto infondate siano le sue teorie.
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Come fa la BCE a comprare i titoli di debito italiani ? forse con le stampanti ?
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antonioranaldo
Perché lo stato italiano offre un pacchetto di, per esempio, 5 miliardi di euro di BTP, in scadenza, la domanda risulta maggiore dell'offerta, ma il tasso aumenta. Non vale la teoria che se la richiesta è alta il tasso scende?
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