Non importa dove vivi, quanti anni hai o cosa fai nella vita. Su Oilproject chiunque può imparare gratuitamente e proporre le sue lezioni – video, testi ed esercizi – condividendo le sue conoscenze con la comunità. Continua...

VIDEOLEZIONE

"Natale 1833" di Manzoni: analisi e commento

Inserito da alessandrocane il 12 ottobre 11
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Analisi e commento della poesia Natale 1833 di Alessandro Manzoni, a cura di Alessandro Mazzini.
 
La prospettiva religiosa di Manzoni non deve essere considerata una prospettiva facilmente consolatoria. Il Vangelo, nonostante racchiuda in sè il significato profondo dell'esistenza umana, non elimina le contraddizioni che sono presenti nella realtà e, soprattutto, non consente di togliere quell'ansia che qualsiasi individuo vive nel momento in cui si rapporta al contrasto tra essere e dover essere. Documento dell'inquieta religiosità manzoniana e di come la scoperta di Dio non sia una banale consolazione, è un inno sacro che Manzoni tentò di realizzare, ma che non portò mai alla conclusione, Natale 1833Si tratta di un abbozzo di un inno sacro che fa riferimento alla morte della moglie, Enrichetta Blondel, avvenuta il giorno di Natale del 1833. A un anno dalla morte, la riflessione sul dolore personale vissuto da Manzoni porta l'autore a costruire un'immagine del presepe, all'apparenza di un'intimità serena, ma che in realtà mette in luce la terribilità di Dio. Il bambino nella mangiatoia è terribile, quel bambino "in quei lini ascoso" è un "fanciul severo", il cui pensiero è fato e il cui vagire è legge. Nella seconda strofa questa terribilità misteriosa di Dio si traduce in forme ancora più angosciose. La volontà umana e la volontà divina si incrociano, chiudendosi nell'imperscrutabile e onnipotente decisione di Dio. Incrocio che viene evidenziato anche dal chiasmo nei versi 11 e 12: "Il voler nostro interroghi | E a tuo voler decidi". Dio resta un mistero nella sua non risposta alla preghiera umana. L'amore di Dio mette a dura prova l'esperienza umana. La terza strofa si apre con un'avversativa: "Ma tu pur nasci a piangere". Il mistero del dolore è insito nella natura stessa di Cristo e nella legge di Dio. E il dolore che l'uomo vive è misteriosamente espressione del piano divino. Cristo stesso sulla croce sperimenterà la sofferenza della preghiera non ascoltata dal Padre. La strofa si interrompe bruscamente. Nell'ultima strofa lo sguardo si è spostato sulla Madonna, una madre che vezzeggia il bambino. Questa madre, dice il Manzoni, "Un dì con altro palpito, | Un dì con altra fronte, | Ti seguirà sul monte. | E ti vedrà morir". Questo dolore, insito in Cristo e in Dio, è una misteriosa legge d'amore che tocca anche colei che ha detto il suo sì definitivo a Dio. L'abbozzo si chiude con la parola "Onnipotente". L'onnipotenza di Dio si manifesta in maniera talmente imperscrutabile ed è un segno di tale contraddizione che, come sembra indicare la chiusura del testo, non resta che il silenzio. Alla luce di questo acquistano particolare significato le due citazioni che incorniciano il frammento: la prima dal vangelo di Luca, capitolo 35 "Tuam ipsius animam pertransivit gladius" (una spada ha attraversato la tua stessa anima), l'altra citazione che chiude il passo è tratta dal sesto libro dell'Eneide di Virgilio "cecidere manus" (caddero le mani). La contraddizione del Cristo, di Dio, e della fede portano alla fine Manzoni al silenzio e al cadere delle mani. E la vocazione al silenzio sarà ciò che chiuderà l'esperienza creativa di Manzoni dopo il 1827.
 
Alessandro Mazzini è professore di Greco e Latino presso il Liceo Classico Manzoni. Si è laureato in Letteratura Greca con il professore Dario Del Corno presso L'Università degli Studi di Milano. Ha collaborato con riviste di divulgazione culturale e ha insegnato per 10 anni Lingua e Letteratura Italiana e Lingua e Letteratura Greca presso il Liceo della Scuola Svizzera di Milano. Dal 2001 è ordinario di Italiano e Latino nei Licei e dal 2003 ordinario di Greco e Latino al Liceo Classico.

Accedi per poter inviare un commento o una domanda!