Elettromagnetismo

La pila di Volta: come costruirla

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L’invenzione della pila elettrica è dovuta allo scienziato italiano Alessandro Volta, che ne costruì il primo esemplare nel 1799. Il suo nome è dovuto alla forma della prima pila: una serie di dischi di materiali conduttori (rame e zinco) inframmezzati da feltri imbevuti di semplice acqua salata, e impilati l’uno sopra l’altro, a costituire, per l’appunto, una pila. Ecco la pila di Volta in un’illustrazione del 1893:

La singola unità costituente della pila (cioè i dischi di rame e zinco e il feltro posto tra di loro) prende il nome di cella elettrochimica.

Prima dell’invenzione della pila, gli scienziati avevano a disposizione delle macchine meccaniche che, per quanto raffinate, potevano produrre solo scariche elettriche, improvvise, temporanee e violente. L’invenzione di Volta invece permetteva un flusso costante e controllato di cariche elettriche: si trattava del primo esempio di corrente elettrica, effettivamente misurabile, generata a partire dalla differenza di potenziale elettrico prodotta alle estremità della pila.

In questo video costruiamo due pila di Volta, una più grande e una “portatile”, utilizzando materiali “casalinghi”: seppur rudimentali, sono vera e proprie pile, funzionanti a tutti gli effetti. Da notare che, invece dello zinco, le pile presentate nel video utilizzano l’alluminio.

 

crediti immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Voltaic_pile_battery.png

 

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