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Politica economica: la disoccupazione giovanile in Italia. Come uscirne?

Video-chat sul tema della disoccupazione giovanile in Italia, vicina ormai al 30%. Accanto al problema sociale e psicologico di chi rimane senza lavoro, si affianca la scarsa accessibilità a forme di sostegno da parte dello Stato.
Le politiche economiche sostengono la ripresa e offrono aiuti adeguati a chi è in cerca di occupazione? Quali cause hanno generato questa situazione e come sarà possibile risolverla?

Michele Boldrin, nato nel 1956, è Direttore del Dipartimento di Economia della Washington University e blogger di NoiseFromAmerika ( http://www.noisefromamerika.org/ )

L'evento è aperto a tutti. Chiunque può fare domande in diretta, votare quelle altrui e dire la sua in chat.

In collaborazione con Federazione degli Studenti, Generazione Futuro, LINK, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari.

Ci scusiamo per la qualità del video, che provvederemo a migliorare nei prossimi incontri.

Video lezione


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Domande, risposte e commenti

  • la globalizzazione (1 risposta)
  • Marco0352 ha chiesto:

    +3

    affermare che i sindacati sono dannosi credo sia azzardato, perchè non tiene conto che il problema della disoccupazione in generale e dei giovani in particolare è legata proprio all'assenza di diritti che in diverse parti del mondo non vengono minimamente pensate. Al centro di tutto ci deve essere l'uomo e la qualità della vita e non la produttività esasperata con una corsa al ribasso e all'annullamento di ogni diritto.Il problema è legato all'apertura dei mercati dell'estremo oriente senza aver pensato a una apertura graduale e governata, permettendo a quei mercati di elevare gradualmente il loro livello dei diritti e non permettere che con l'apertura improvvisa e ingovernata si costringe i mercati cosiddetti evoluti a rincorrere i lavoratori senza diritti con un ripiegamento verso il basso dei salari e dei diritti (una concorrenza sleale per mancata corrispondenza di condizioni di partenza e confronto). Guardare solo al costo della produzione e non alle condizioni di vita ( la qualità della vita dove è andata a finire ? )

    inserito il 29/05/2011 alle ore 20:01

      Oilproject ha risposto:

      0

      Caro Marco, la tua è una considerazione, più che una domanda. E i tuoi spunti aprono un vaso di Pandora. Ne parleremo durante le prossime dirette di Economia. Un saluto. Lo staff di Oilproject

      inserito il 03/06/2011 alle ore 17:28


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