Storia antica

Il primo triumvirato: Giulio Cesare, Pompeo e Crasso

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Contesto storico

 

In seguito alla riforma dell’esercito attuata da Caio Mario (107 a.C.), i soldati romani, diventati “professionisti” pagati dallo stato, finirono per legarsi sempre di più ai propri generali, che aumentavano l’affetto che gli uomini provavano nei loro confronti anche grazie all’aiuto di donativi. I soldati erano dunque disposti a seguire i comandanti in ogni situazione, anche a costo di marciare contro il senato e lo stato che questo rappresentava. Questo era già successo ai tempi di Lucio Silla: quando il senato decise di togliere il comando dell’esercito a Silla per darlo a Mario, i suoi soldati non lo abbandonarono e marciarono su Roma, espugnando la città e cacciando da essa Mario e i suoi seguaci (88 a.C.). Questo evento aveva creato un pericoloso precedente, che determinò il sospetto del senato nei confronti di qualunque generale che avesse ottenuto troppe vittorie e fosse per questo troppo amato dai suoi soldati. Una delle prima vittime di questo timore fu il generale Gneo Pompeo. Dopo aver condotto una lunga campagna nel Mediterraneo e in Oriente, che lo aveva portato a sconfiggere i pirati, il re del Ponto Mitridate, e il regno di Siria (67-62 a.C.), Pompeo era sbarcato a Brindisi chiedendo solo la ratifica delle decisioni prese in Oriente e reclamando delle terre per i propri veterani. Il senato, che forse vedeva nel generale vittorioso un nuovo Silla, temendo di concedergli troppa popolarità cedendo alle sue proposte, rifiutò. Pompeo, invece che imitare l’operato del dittatore e marciare su Roma, dimise l’esercito e torno in città da privato cittadino.

 

Il primo triumvirato

 

Il primo triumvirato (60 a.C.) fu un accordo privato siglato da Caio Giulio Cesare, Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso. Lo stesso termine “triumvirato” deriva dal latino tres (“tre”) viri (“uomini”) e serve appunto a indicare un gruppo di tre uomini. Pompeo, scontento del comportamento tenuto dal senato al ritorno dalla campagna in Oriente, aveva bisogno di qualcuno che appoggiasse le sue richieste. Crasso, ricchissimo cavaliere romano, chiedeva invece delle agevolazioni economiche a favore della sua classe sociale. Cesare, che aveva una carriera politica meno importante rispetto agli altri due triumviri, aveva solo bisogno di appoggio politico. In età tardo-repubblicana ogni nobile controllava un determinato numero di voti: i nobili avevano infatti alle proprie dipendenze un determinato numero di clientes, ovvero persone solitamente appartenenti alle classi più umili, che in cambio di protezione e aiuto economico votavano per i candidati scelti dal loro signore. In questo caso Pompeo, Crasso e Cesare fecero convergere i loro voti sullo stesso Cesare, che infatti riuscì a ottenere il consolato per l’anno 59 a.C. Cesare ebbe così tanto potere che il collega del suo consolato, Marco Calpurnio Bibulo, non riusciva nemmeno a uscire di casa senza essere sbeffeggiato e umiliato dagli uomini dei triumviri 1. In cambio dell’appoggio politico alle elezioni, Cesare fece distribuire terre ai veterani di Pompeo e fece delle riforme a favore della classe dei cavalieri. Poi ottenne la carica di proconsole (ovvero governatore) della Gallia Cisalpina. Questa provincia (equivalente grosso modo all’Italia settentrionale) era allora una pericolosa terra di confine, dal momento che al di là delle Alpi si trovava la Gallia, una regione divisa in una molteplicità di tribù spesso in conflitto tra loro e con la tendenza a sconfinare in Italia per compiere saccheggi 2. Cesare accettò questo comando immaginando che sarebbe stato facile per lui trovare un pretesto per sconfinare in Gallia e sfruttare le lotte intestine dei Galli per ottenere quelle vittorie militari di cui lui, a differenza di Pompeo, era privo, ma che erano assolutamente indispensabili per ottenere fama e potere a Roma. Mentre Cesare si trovava in Gallia a combattere e a vincere (come egli stesso racconterà poi nel De bello gallico), Pompeo cominciò a temerne l’accresciuto potere, e questo determinò lo scatenarsi di numerosi scontri in strada tra i seguaci dei due triumviri. Allora sembrò opportuno rinnovare gli accordi del triumvirato. I tre uomini si ritrovarono a Lucca (56 a.C.) e decisero di prorogare il comando della Gallia Cisalpina a Cesare per altri cinque anni e di affidare il consolato dell’anno successivo a Pompeo e Crasso. Successivamente Crasso sarebbe partito per l’Oriente, mentre Pompeo avrebbe ottenuto il governatorato della Spagna. Crasso, desideroso di ottenere una vittoria militare che lo equiparasse a Pompeo e Cesare, attaccò sconsideratamente l’impero dei Parti, una popolazione mesopotamica che aveva creato un vasto regno approfittandone della decadenza del regno ellenistico dei Seleucidi. Nella pianura della Mesopotamia l’esercito di Crasso venne circondato dalle veloci torme di cavalieri dei Parti, capaci di attaccare a cavallo, colpire la lenta fanteria pesante dei romani con le proprie frecce e poi fuggire senza aspettare il contrattacco dei nemici. In questa maniera l’esercito romano venne sconfitto nella battaglia di Carre (53 a.C.) e Crasso, insieme a suo figlio, venne catturato dai vincitori e ucciso. La morte di Crasso determinò di fatto la fine del primo triumvirato. Poco prima era anche morta di parto Giulia, l’amata figlia di Cesare, che era stata data in sposa a Pompeo per saldare gli accordi politici mediante una politica matrimoniale. Venuto a mancare il legame di parentela e la mediazione di Crasso, Pompeo, temendo i successi di Cesare in Gallia e la popolarità che da questa ne derivava, si avvicinò sempre di più al Senato, provocando di fatto lo scoppio di una nuova guerra civile.

 

Cronologia

 

62 a.C: Pompeo torna vincitore dalle campagne militari in Oriente. Il Senato rifiuta di ratificare le sue decisioni e di concedere terre ai veterani. Pompeo scioglie l’esercito e torna a Roma da privato cittadino.

60 a.C: Primo triumvirato. Accordo privato tra Giulio Cesare, Gneo Pompeo e Licinio Crasso a fini elettorali. Per saldare il rapporto, Pompeo sposa Giulia, figlia di Giulio Cesare.

59 a.C: Cesare ottiene il consolato grazie al primo triumvirato. Pompeo ottiene terre per i suoi veterani, Crasso delle agevolazioni economiche per la sua classe sociale.

58 a.C: Cesare diventa proconsole della Gallia Cisalpina. Cominciano le campagne militari contro i Galli nell’odierna Francia.

56 a.C: Accordi di Lucca. I triumviri si riuniscono per rinnovare gli accordi del triumvirato entrato in crisi a causa della rivalità tra Cesare e Pompeo. Cesare ottiene il rinnovo del comando in Gallia, mentre a Pompeo e Crasso viene garantito il consolato per l’anno successivo. In seguito Pompeo si sarebbe recato in Spagna, Crasso in Oriente.

54 a.C.: Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo, muore di parto.

53 a.C: Crasso in Oriente attacca l’impero dei Parti, sperando di ottenere una facile vittoria. Viene invece sconfitto e ucciso nella battaglia di Carre.

1 Per questo il consolato del 59 a.C. venne anche ribattezzato ironicamente “il consolato di Giulio e Cesare”.

2 Di questi, il più celebre era il sacco di Roma dei Galli di Brenno, avvenuto nel 390 a.C.

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