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I temi principali della "Gerusalemme Liberata" di Tasso

Inserito da alessandrocane il 06 ottobre 11
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Analisi e commento dei primi versi della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso e presentazione dei temi principali, a cura di Alessandro Condina.
 
Nelle prime ottave che aprono la Gerusalemme Liberata, Tasso presenta il contesto storico del poema: la prima Crociata del 1099, rappresentata nel suo momento cruciale, quando l'esercito cristiano si trova alle porte di Gerusalemme. Tasso ne descrive poi il protagonista, Goffredo di Buglione, condottiero dell'esercito cristiano, e le peripezie che è costretto ad affrontare per conquistare la Città Santa; delinea, infine, i temi principali del poema: il trionfo della fede cristiana, l'eroismo dei cavalieri e la lotta per la liberazione del Santo Sepolcro. Il poeta invoca poi, secondo la tradizione, la Musa, a cui viene richiesto di adornare il vero. Secondo l'autore l'argomento del poema deve essere tratto dalla storia, ma narrato attraverso l'espediente del verosimile: come afferma Tasso stesso, una medicina amara che viene servita a un bambino in una coppa dai bordi coperti di miele. Nella quarta ottava del primo canto, il poeta presenta il dedicatario dell'opera, Alfonso II d'Este, cui Tasso aveva letto il poema e viene onorato attraverso il personaggio di Rinaldo, nobile condottiero appartenente alla casata d'Este.
Modelli letterari del poema sono l'Iliade e l'Eneide, le cui caratteristiche si possono riscontrare in diversi momenti della Gerusalemme. Innanzitutto il primo verso del poema è un chiaro rimando al primo verso dell'"Eneide": "Canto l'arme pietose e 'l capitano" (Gerusalemme liberata, v. 1,1) e "L’armi canto e ’l valor del grand’eroe" (Eneide, v. 1,1). Inoltre l'assedio della Città Santa richiama quello della città di Troia nel poema omerico. In Tasso possiamo trovare, rispetto ai poemi cavallereschi precedenti, una maggiore attenzione all'interiorità, alla psicologia dei personaggi, ai sentimenti e soprattutto al ruolo della coscienza del singolo personaggio, che si presenta come terreno di scontro tra dovere e desiderio. Le passioni, infatti, sono viste come strumenti delle forze malefiche per distogliere gli eroi dal loro compito, così come l'amore, che presenta una duplice valenza, da una parte negativa, mezzo delle forze del male, dall'altra positiva, grande motore dell'azione e l'occasione d'incontro tra diversi personaggi. L'assurdità della guerra è un ulteriore tema del poema. La guerra viene vista nella sua violenza, nei suoi aspetti più terribili e brutali.
 
Alessandro Condina è giornalista e docente liceale di italiano e latino a Milano. Si è laureato all'università di Messina con una tesi sul Commentario all'Apocalisse di Apringio di Beja. Collabora con varie testate online, tra cui D - La Repubblica e Blogo. Pensa che il web possa essere un ottimo strumento per la didattica, oltre che per l'informazione.

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