Elio Vittorini

Vittorini, "Uomini e no": riassunto e commento

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Uomini e no è un romanzo di Elio Vittorini, scritto nel 1944 durante la guerra, e pubblicato nel 1945 dalla casa editrice Bompiani. L'ambientazione dell'opera è quello della Resistenza, cui l'autore partecipò in prima persona. Protagonista del romanzo è Enne 2, capo dei partigiani a Milano; di lui non vengono seguite solo le azioni di guerriglia in città, ma anche le vicende private ed amorose. Enne 2 è infatti innamorato di Berta, una donna sposata, restia a lasciare il marito e a stringere una relazione effettiva con il protagonista. La prima “impresa partigiana” che viene raccontata è l’attentato contro quattro militari tedeschi e il capo del Tribunale, azione che avrà un’immediata reazione da parte dei nazifascisti che decidono di fucilare quaranta civili come avvertimento e rappresaglia. Ad una nuova azione del gruppo di Enne 2, corrisponde una scena agghiacciante: il giorno successivo all’attentato Enne 2 e Berta vedono in Largo Augusto i cadaveri di alcuni civili uccisi dai tedeschi, tra cui una bambina, un anziano e due quindicenni. Questo evento drammatico avvicina - solo momentaneamente, per una notte d'amore nel rifugio di Enne 2 - Berta e il protagonista, che nel frattempo assiste a nuove crudeltà da parte dei nazisti: un povero ambulante, Giulaj, viene fatto divorare da due cani, per aver ucciso la cagna del generale Clemm, il gruppo di Enne 2 decide di compiere un nuovo attacco contro il capo dei fascisti Cane Nero: tuttavia, l’azione non ha il successo sperato ed Enne 2, identificato dai nemici, è costretto a fuggire . I fascisti pongono una taglia su di lui per chiunque lo denunci e conduca loro al rifugio partigiano. I compagni fuggono, ma Enne 2 (spinto da un superiore senso del dovere e dalla sofferenza personale per le incertezze di Berta) decide di rimanere, nonostante venga avvisato dell’imminente arrivo delle truppe fasciste: il suo obiettivo è quello di uccidere Cane Nero. Il protagonista riuscirà nell'impresa, sacrificandovi però la sua stessa vita. L’ultima parte dell’opera è così dedicata invece ad un giovane operaio che aveva avvertito Enne 2 dell’arrivo dei tedeschi nel rifugio: su invito di Enne 2, il ragazzo decide di lottare contro gli occupanti tedeschi. Nel momento dell’azione, non se la sente di uccidere un soldato tedesco, rivedendosi negli occhi della sua vittima.

 

L’opera è suddivisa in capitoli in corpo "tondo" e in cui vengono narrate le vicende e capitoli (in corsivo, e con uno stile lontano dal realismo neorealista della narrazione degli eventi) in cui vengono espresse le riflessioni dell’autore, che interrompe e rallenta la narrazione, sia per presentare il proprio punto di vista che per approfondire le motivazioni psicologiche che stanno dietro alle azioni di Enne 2. Uomini e no si presenta allora, da un lato, come un romanzo neorealista dal punto di vista tematico e stilistico, per l'ambientazione nel periodo della Resistenza e per la scelta dell'autore di servirsi di uno stile chiaro ed immediato. D'altra parte, le parti in corsivo sono stilisticamente più elaborate e sostenute, e si allontanano significativamente dalle parti narrative: qui Vittorini riflette sul senso dell'esistenza umana, in un frangente tragico come quello di una guerra civile.

 

Il titolo del romanzo vuole indicare allora non tanto l’opposizione tra chi si comporta da essere umano e chi no, quanto spiegare quella compresenza (e, al tempo stesso, contraddizione esistenziale tipica di ogni uomo)​, tra una componente umana ed una bestiale. Il romanzo si presenta così, anche come un’analisi della natura umana, nelle sue molteplici sfumature e nelle sue numerose incertezze: Berta, amante di Enne 2, è caratterizzata dalla lotta interiore tra razionalità e realizzazione amorosa, ed acnhe lo stesso Enne 2 è scisso tra dovere e amore.
Ma il titolo, se considerato nell’ottica del protagonista, può assumere anche valore esistenziale e politico: Enne 2 lotta strenuamente per liberare il suo paese, vedendo nel suo nemico non più una figura umana, ma bestiale e da distruggere. Questa forte dicotomia viene superata solo dal giovane operaio, che, riconoscendosi negli occhi del suo nemico, riconosce implicitamente in loro la sua stessa umanità. Perde così di significato e viene annullata l’opposizione radicale di Enne 2 e vengono poste le premesse per un rinnovamento e per la speranza di superare la guerra e le sue distruzioni attraverso la solidarietà e la fratellanza.

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