L'itinerario di Manzoni verso il romanzo vede una costante riflessione da parte dell'autore, che si può constatare anche da numerose lettere del suo epistolario. Tra di esse, particolarmente significativa è quella a Gaetano Giudici, amico milanese dello scrittore, scritta dall'autore del romanzo a Parigi nel febbraio 1820. Ancora prima di iniziare a lavorare alla stesura de I Promessi Sposi, Manzoni definisce la presenza di due interessi per lo spettatore che si accosta ad un testo letterario o ad una visione a teatro: il primo teso ad evadere dalla realtà, il secondo che invece la ricerca in "quel misto di grande e di meschino, di ragionevole e di pazzo, che si vede negli avvenimenti di grandi e piccioli di questo mondo". Un tipo di interesse, quest'ultimo, che nasce da una rappresentazione più aderente alla realtà per ciò che essa è, nella molteplicità e nella compresenza di toni e livelli che si intrecciano in essa. Ciò soddisfa, secondo l'autore, un desiderio insito nell'uomo stesso: "questo interesse tiene ad una parte importante ed eterna dell’animo umano, il desiderio di conoscere quello che è realmente, di vedere più che si può in noi e nel nostro destino su questa terra".
Alessandro Mazzini è professore di Greco e Latino presso il Liceo Classico Manzoni. Si è laureato in Letteratura Greca con il professore Dario Del Corno presso L'Università degli Studi di Milano. Ha collaborato con riviste di divulgazione culturale e ha insegnato per 10 anni Lingua e Letteratura Italiana e Lingua e Letteratura Greca presso il Liceo della Scuola Svizzera di Milano. Dal 2001 è ordinario di Italiano e Latino nei Licei e dal 2003 ordinario di Greco e Latino al Liceo Classico.
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