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Freud: conscio, preconscio, inconscio e il complesso di Edipo

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Sigmund Freud (1856-1939) non è stato solo il fondatore della psicoanalisi, ma anche un capitale punto di svolta del pensiero, la filosofia e la letteratura del ventesimo secolo. Le teorie scientifico-filosofiche del medico viennese, infatti, hanno avuto un’influenza tale da non poter esser confinate in una sola disciplina, estendendosi piuttosto a molti rami della cultura occidentale.
 
L’iniziale formazione con Jean-Martin Charcot (1825-1893) e Joseph Breuer (1842-1925) per lo studio dell’ipnosi come cura di malattie quali l’isteria suggeriscono a Freud che queste patologie potrebbero derivare da traumi infantili di natura prevalentemente sessuale, che vengono nascosti (o meglio, “rimossi”) dalla nostra coscienza; da qui, nascerebbe il “sintomo” del disturbo psichico. Il riaffioramento del trauma (e del sentimento ad esso connesso) coincide con l’abreazione, che funziona allora come una catarsi per il paziente. La ricerca freudiana tuttavia abbandona presto il ricorso all’ipnosi, vista come un artificio forzoso: l’associazione libera, che lascia spazio alla successione spontanea dei pensieri del soggetto in cura, punta piuttosto sull’abbassamento delle difese di chi parla di sé e quindi sul “transfert”, ovvero il trasporto affettivo verso l’analista (o per la persona che, nella mente del paziente, quest'ultimo rappresenta). La complessità del legame analista-paziente, con tutto il potere di suggestione del primo sul secondo, porta Freud ad ipotizzare che il ricordo degli eventi possa dipendere non da fatti realmente accaduti ma da fantasie e desideri degli stessi soggetti in cura; L’interpretazione dei sogni (Die Tramdeutung, 1899), frutto dell’autoanalisi freudiana, e la Psicopatologia della vita quotidiana (1901) studiano il mondo onirico (dove le censure della coscienza sono meno vincolanti...), i nostri tic e lapsus quotidiani come sintomi attraverso cui i desideri inconsci salgono alla coscienza in maniera ambigua ed oscura. Il “compromesso” del sogno media tra le esigenze del rimosso e i divieti della coscienza.
 
La decifrazione dei sogni (che hanno loro regole simboliche e leggi sintattiche) allora diventa chiave d’accesso al mondo dell’inconscio:  la prima topica (nel capitolo settimo dell’Interpretazione dei sogni) tenta una prima mappatura delle zone della psiche tra inconsciopreconscioconscio. I Tre saggi sulla sessualità (1905) ipotizzano poi che la sfera della sessualità (non necessariamente legata alla riproduzione, o al semplice istinto fisico) faccia la sua comparsa sin dalla nascita; Freud ne distingue diverse fasi di sviluppo: fase orale (allattamento, 0-18 mesi), fase anale (evacuazione, 18-36 mesi), fase fallica (complesso di castrazione e latenza, 3-6 anni) e fase genitale (pubertà). Il complesso di Edipo consiste quindi nell’attaccamento a sfondo sessuale verso il genitore del sesso opposto, e in un sentimento ambivalente (tra odio e identificazione) per l’altra figura. La teoria della libido freudiana (ovvero, l’energia sessuale nel suo aspetto psichico), tra affrancamenti e regressioni, spiega dunque alcune delle costanti della ricerca del desiderio e del piacere da parte dell’uomo.
 
Jacopo Nacci, classe 1975, si è laureato in filosofia a Bologna con una tesi dal titolo Il codice della perplessità: pudore e vergogna nell’etica socratica; a Urbino ha poi conseguito il master "Redattori per l’informazione culturale nei media". Ha pubblicato due libri: Tutti carini (Donzelli, 1997) e Dreadlock (Zona, 2011). Attualmente insegna italiano per stranieri a Pesaro, dove risiede.

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