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Poliptoto: significato

Definizione

Figura retorica (dal greco
polýptoton, “[caratterizzato] da molti casi”) per cui un termine viene ripetuto nella stessa frase o nello stesso verso (o in frasi e versi contiguI), modificando però la sua funzione sintattica.

Spiegazione ed esempi

Il poliptoto (di cui è diffusa anche la grafia “polittoto” o che viene detto anche “variazione”), in quanto
figura retorica di ripetizione, serve a trasmettere sulla pagina l’idea dell’elencazione e dell’accumulo, dimostrando al contempo l’abilità di chi scrive nel “piegare” la parola alle proprie esigenze espressive e alla propria abilità retorica. Un esempio lo abbiamo nella quarta bucolica di Virgilio, alla fine della celebre invocazione alle “Sicelides Musae”, con la ripetizione di “silvae” in due casi distinti (vv. 1-3: “Sicelides musae, paulo maiora canamus! | Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae; | si canimus silvas, silvae sint consule dignae”). Anche Dante, nel canto tredicesimo dell’Inferno dedicato a Pier delle Vigne, si concede un raffinato poliptoto, tutto giocato sul verbo “credere” (v. 25: “Cred' ïo ch'ei credette ch'io credesse”).

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