Scienze dell'atmosfera

Il clima e il tempo atmosferico: definizione e classificazione

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La parola “clima”, alla luce delle discussioni planetarie riguardo il riscaldamento globale, risulta oggi quanto mai di attualità. Tuttavia è importante distinguere il clima dal tempo atmosferico. Quest’ultimo fornisce informazioni circa le condizioni meteorologiche di un luogo in un preciso istante, ma non è detto che sia rappresentativo del loro andamento generale. Può, infatti, succedere che occasionalmente piova nel deserto del Sahara, ma un tale evento rappresenta un’eccezione rispetto a quello che avviene di solito.
Con il termine clima si intende, invece, il comportamento medio dell’atmosfera di una determinata regione geografica.

Posto che a caratterizzare un clima sono i valori medi di temperatura, pressione e umidità, riferirsi ai semplici valori numerici di queste grandezze può essere poco illuminante. Per catalogare i climi è molto più utile e significativo guardare a quegli organismi che sono maggiormente sensibili alle condizioni atmosferiche: le piante. L’attuale classificazione dei climi  in cinque categorie è infatti basata sulla vegetazione osservata, la quale si distingue in megaterma (capace di sopravvivere solo se le temperature medie sono sempre superiori a 20° C), mesoterma (vitale tra 15° e 20° C), microterma (tra 0° e 15° C), echinoterma (al di sotto dello zero termico) e xerofila (resistente alla carenza d’acqua).

All’interno di ogni classe climatica si possono distinguere poi diversi tipi principali.

  • I climi megatermici, con temperatura media che non scende mai sotto i 18° C, si dividono in climi della foresta pluviale caratterizzati da vegetazione rigogliosa e forte precipitazioni che non risentono di stagionalità e climi della savana che presentano una stagione asciutta che dirada la vegetazione e favorisce le ampie distese erbose.
  • I climi aridi comprendono il clima desertico segnato dalla quasi totale assenza di vegetazione e climi semiaridi con vegetazione di tipo erbaceo o cespuglioso.
  • Dei climi mesotermici o temperati caldi fanno parte il clima subtropicale umido che vede la commistione di latifoglie come la quercia o il faggio e di piante tropicali come il bambù; i climi marittimi delle coste occidentali dei continenti che subiscono l’influsso delle correnti oceaniche con inverni miti e estati fresche e infine i climi subtropicali con estate asciutta tra i quali si inserisce il clima mediterraneo.
  • I climi microtermici sono caratterizzati da ampie escursioni termiche e sono influenzati dalla lontanza dagli oceani comprendendo sia i climi umidi continentali popolati di latifoglie decidue sia i climi subartici che vedono crescere soprattutto aghifoglie.
  • Infine i climi polari in cui le temperature sono sempre molto basse (media del mese più caldo sotto i 10° C) si suddividono in clima della tundra dove sopravvivono solo licheni e muschi e clima di gelo perenne in cui il suolo è costantemente gelato perché coperto da neve o ghiaccio e quindi privo di specie vegetali.

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