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Analogia: significato

Definizione

Figura retorica (dal greco analoghìa, “relazione di somiglianza o uguaglianza”) che, partendo da una similitudine tra due elementi, abolisce il termine che introduce il paragone e passa quindi dal
rapporto di comparazione a quello di uguaglianza vera e propria.

Spiegazione ed esempi

Assai vicina alla similitudine e alla metafora, l’analogia punta a riprodurre sulla pagina il
procedimento mentale per cui, di fronte a due elementi somiglianti o accomunati da una qualche caratteristica, siamo portati a stabilire un rapporto di identità (ovviamente arbitratio) tra i due enti. In tal senso l’analogia è stata utilizzata, soprattutto nella poesia novecentesca, per esprimere, in modo spesso conciso e lampante, le sensazioni e le impressioni del poeta.

L’analogia è uno strumento tipico della poesia del
Decadentismo e del Simbolismo, e diventa quasi uno stilema della poesia di Giovanni Pascoli, che vi fa ricorso in molte delle sue raccoolte, da Myricae ai Canti di Castelvecchio, fino ai Poemetti. Ad esempio, ne L’assiuolo, l’espressione “alba di perla” unisce il momento del giorno con il colore perlaceo della foschia mattutina). Il procedimento è frequente anche in Ungaretti (Fratelli, v. 5: “foglia appena nata”) e in Montale (come in Felicità raggiunta o Il sogno del prigioniero), così come nella poesia dell’Ermetismo.

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