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Lo "Zibaldone" di Leopardi: lettura de "Il giardino del dolore"

Inserito da alessandrocane il 04 settembre 11
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Introduzione allo Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi e lettura del passo Il giardino del dolore, a cura di Andrea Cortellessa.
 
Lo Zibaldone si presenta come il laboratorio poetico di Leopardi, ma anche il laboratorio della sua visione del mondo, una visione caratterizzata da un profondo pessimismo, come emerge dal testo letto da Andrea Cortellessa.
Questo brano, noto come Il giardino della sofferenza (Cortellessa usa qui il termine francese souffrance) viene composto dall'autore nel 1826 durante il suo soggiorno a Bologna, e contiene la sintesi dell'idea di Leopardi del male, un principio che alberga in tutte le cose, ma che finisce per avere una valenza metafisica. Leopardi capovolge il concetto di locus amoenus, tipico della poesia antica, un luogo armonioso e felice, un giardino, appunto, idealizzato e dai tratti paradisiaci. Invertendo questo stereotipo classico, mostra gli spietati rapporti naturali che intercorrono tra animali e piante, proprio per evidenziare come il principio del male si annidi in tutte le cose e sia ciò che accomuna tutte le specie. La sofferenza è parte naturale di tutte le cose, e trascende l'uomo. Non c'è alcun tipo di armonia, il mondo è male.
 
Andrea Cortellessa è un critico letterario italiano, storico della letteratura e professore associato all'Università Roma Tre, dove insegna Letteratura Italiana Contemporanea e Letterature Comparate. Collabora con diverse riviste e quotidiani tra cui alfabeta2, il manifesto e La Stampa-Tuttolibri.

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Ritratto di Helisas

Helisas

Ho suggerito questo argomento alla mia professoressa, lo approfondiremo a settembre in classe.
Grazie

30

luglio 2012 / ore 16:09
Ritratto di stefano

stefano

Grazie a te, Helisas!

16

agosto 2012 / ore 18:38
Ritratto di FedericaR

FedericaR

La mia professoressa me l'ha letto in classe l'altro giorno, e come ora sono rimasta veramente affascinata, realismo allo stato puro.

27

giugno 2011 / ore 00:42
Ritratto di Fraccalvieri59

Fraccalvieri59

Buona sera. Ho ascoltato con attenzione la lettura del passo de "il giardino del dolore" di Leopardi e lo trovo affascinante. Però se per Leopardi tutto è male l'universo stesso è male come può accorgersi del male senza un elemento di comparazione che è il bene? Già avendo chiamato lo spezzare di un ramoscello "male", ciò sta a significare che se ciò non fosse fatto sarebbe stato un bene quindi ammette suo malgrado la coesistenza del dualismo bene e male?

20

ottobre 2011 / ore 18:28
Ritratto di Caterix

Caterix

Secondo me il Leopardi supera il dualismo bene/male in quanto il bene semplicemente non esiste. Distruggendo il mito dell'Eden rafforza e descrive il continuo divenire della natura e dell'uomo e la loro interazione come irrimediabilmente corrotti. In questi termini si potrebbe dire che il Leopardi quasi rafforza il mito del peccato originale.

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ottobre 2011 / ore 19:28
Ritratto di marioman

marioman

lo schermo è nero, non ci sono pulsanto o altro, tutto NERO. Che devo fare? Che sistema serve per vedere il video? Flash player o cosa??

20

ottobre 2011 / ore 12:42
Ritratto di Oilproject

Oilproject

Sì: è necessario avere il Flash Player abilitato! Un saluto. Lo staff

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ottobre 2011 / ore 17:05