Letteratura francese

La “Chanson de Roland”: riassunto della trama e commento

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Le Chansons de geste in lingua d'oil

 

Dalla seconda metà dell’XI secolo si sviluppano  in Francia due diverse lingue letterarie, la lingua d’oc e la lingua d’oil 1, che stanno alla base di alcuni fondamentali fenomeni letterari dei secoli successivi. Se infatti la langue d’oc è quella della grande poesia cortese e provenzale dei “trovatori” (il cui influsso sarà notevole sia sulla scuola siciliana sia sugli stilnovisti), la langue d’oil diventa lo strumento espressivo di una tradizione epica incarnata nelle cosiddette chansons de geste. Si tratta di poemi di argomento politico e guerresco 2, recitate in pubblico dagiullari che si esibivano in luoghi pubblici come le piazze o i mercati e qui recitavano i poemi in cambio di compensi in denaro. Le chansons si articolano in vari cicli, imperniati attorno alle azioni eroiche di un eroe principale; di questi, il ciclo più importante è quello che segue le gesta di Carlo Magno (742-814). Al suo interno, la Chanson de Roland è il testo più antico e più famoso.

 

Riassunto e tematiche della Chanson de Roland

 

L’opera e l’autore

 

La Chanson de Roland è un poema epico di circa quattromila versi, databile tra l’XI e il XII secolo, che narra un episodio della guerra in Spagna di Carlo Magno contro gli infedeli e si focalizza in particolare sulla morte del paladino Orlando, avvenuta durante la battaglia di Roncisvalle con i Saraceni. La chanson de geste si basa su un fatto realmente avvenuto, seppure profondamente rielaborato, alla fine dell’ottavo secolo. Nel 778, Carlo Magno, desiderando approfittare di dissidi tra le forze araba che occupavano la Spagna, muove guerra agli arabi; tuttavia, giunto alle porte di Saragozza, è costretto a ritirarsi in Francia. La sua retroguardia - tra cui secondo le fonti c’era un Orlando duca di Bretagna - viene sorpresa in un agguato e massacrata da delle truppe basche nei pressi di Roncisvalle, nella regione pirenaica della Navarra.

Per quanto riguarda l’autore del testo, l’unico riferimento che possediamo si trova nell’ultimo verso del poema, che recita:

La gesta scritta qui da Turoldo ha fine.

Il nome potrebbe riferirsi a un letterato della scuola episcopale di Reims, ma non sappiamo se si tratti del compositore del poema o di un suo rielaboratore, o ancora del copista o di un esecutore. Inoltre, considerando la distanza cronologica tra l’evento storico e la sua riscritttura letteraria, è da ipotizzare l’esistenza di cantari epici popolari nella storia della trasmissione della vicenda 3.



Riassunto della Chanson de Roland

 

La Chanson de Roland è divisa in tre parti:

 

  • la premessa, incentrata sul tradimento di Gano di Maganza, un paladino della corte di Carlo;
  • la parte centrale, incentrata sulla morte eroica di Orlando e dei suoi cavalieri;
  • l’epilogo, incentrato sulla vendetta di Carlo Magno contro i Mori e Gano stesso.

 

Il poema si apre così con l’introduzione dell’argomento bellico e con la descrizione di Carlo Magno, proseguendo con i consigli di guerra dei Franchi e dei Saraceni. I Franchi decidono di inviare un’ambasceria a Marsilio, re dei Saraceni, e, su proposta di Orlando, scelgono per questo compito Gano di Maganza. Quest’ultimo il quale, consapevole del rischio mortale che sta correndo ed invidioso delle virtù di Orlando (nonché estraneo alla mentalità eroica del protagonista, che vorrebbe continuare a guerreggiare), fa il doppio gioco con Marsilio organizzando con lui un’imboscata alla retroguardia franca, capeggiata - questa volta proprio su consiglio di Gano - da Orlando.

La ritirata dei cristiani si avvia sotto presagi funesti e le retroguardia di Orlando viene colta di sorpresa a Roncisvalle in uno scontro impari dalle forze saracene. Orlando, pur essendo consapevole della sconfitta, decide di combattere eroicamente, senza ascoltare i consigli del più mite Oliviero e senza richiamare con il suo corno (chiamato olifante) il resto dell’esercito, dato che ciò avrebbe gettato disonore sul suo nome. Rimasto l’ultimo in vita dei suoi cavalieri e dopo aver ferito a morte Marsilio, Orlando prova a distruggere la sua spada magica Durendala perché non cada in mano degli infedeli. Il paladino suona poi l’olifante fino allo sfinimento per richiamare Carlo Magno e domanda perdono a Dio dei propri peccati, offrendogli come segno di sottomissione il proprio guanto. La sua anima sarà condotta in Paradiso dagli arcangeli Gabriele e Michele.

Carlo Magno muove quindi verso Roncisvalle, sconfigge i Saraceni a Saragozza per vendicare Orlando e condanna Gano a morte per tradimento.

 

Aspetti strutturali e stilistici

 

Il metro, lo stile e la struttura della Chanson de Roland

 

Il poema si sviluppa in lasse, cioè in strofe di misura diseguale (che sono probabilemten un lascito dell’origine orale di questo tipo di opere) costituite da decasillabi epici legati tra loro darima o assonanza; a dare coesione al testo sono diversi procedimenti retorici, tipici della tradizione epica:

 

  • il ricorso ad epiteti o espressioni formulari tipiche della tradizione orale e collegate in maniera fissa e ripetitiva ad un eroe o ad un personaggio, secondo un procedimento già visto in poemi epici quali l’Iliade, l’Odissea o l’Eneide. Questa tecnica serve a facilitare la memorizzazione (da parte del giullare) del testo o il riconoscimento del personaggio da parte dell’ascoltatore o del lettore;
  • L’uso, spesso molto insistito, di ripetizioni e riprese, che servono a collegare contenutisticamente tra loro le diverse lasse, o a ricordare cosa è avvenuto nella sezione di testo precedente 4;
  • a livello strutturale, un sistema di parallelismi espliciti ed evidenti tra i diversi personaggi delle vicende narrate: ad esempio, abbiamo l’opposizione netta tra l’eroico Oralndo e il traditore Gano, oppure la relazione di somiglianza tra il protagonista principale e l’amico Oliviero. Le strofe sono così legate tra loro attraverso riprese o contrapposizioni speculari, che permettono di dare una rappresentazione simbolica assai evidente alle forze in campo.

 

La rielaborazione letteraria dell’evento storico (la campagna militare di Carlo Magno del 778) è assai profonda: la narrazione dilata la vicenda in ben sette anni di guerra di successo, a cui fanno da epilogo i sei giorni della disfatta di Roncisvalle 5; per di più, i Baschi (responsabili nella realtà dell’agguato a Orlando) sono sostituiti dai saraceni, aiutati dal tradimento di Gano.

 

La Chanson e l’universo dei valori cavallereschi

 

Dal punto di vista tematico, sono centrali nella Chanson de Roland i valori e l’ideologia del mondo feudale e cristiano, ovvero la difesa della fede cristiana contro gli infedeli (non è un caso che la Chanson venga composta nel periodo delle prime Crociate) e la propaganda a favore della monarchia carolingia, intesa come nucleo fondante dell’identità nazionale francese. L’ideale cavalleresco-feudale è incarnato al meglio da Orlando, che è il paladino devoto al suo signore Carlo Magno ed anche colui che decide di sacrificare eroicamente la propria vita in una battaglia che non può vincere, ma che va combattuta per senso del dovere e dell’onore. Altamente simbolico in questo senso

Il successo della Chanson è notevolissimo: oltre alle molte traduzioni nei volgari europei, la Chanson è una delle fonti privilegiate del ciclo carolingio (incentrato sulle imprese di guerra dei paladini di Carlo Magno), che si affianca al ciclo bretone (basato sulle avventure leggendarie dei cavalieri di Re Artù). La fortuna di questo personaggio è poi accresciuta dalle sue rielaborazioni nei poemi epico-cavallereschi tra Quattrocento e Cinquecento, come l’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441-1494) e l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. La materia cavalleresca si propaga così, a livello europeo, sia in epoca moderna (basti pensare al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, autentica parodia degli ideali cavallereschi e cortesi) sia in epoca contemporanea, come ne Il cavaliere inesistente di Italo Calvino.

1 I nomi delle due lingue derivano dalla forma della particella affermativa “sì”, rispettivamente oc - dal pronome latino hoc - e oil - dal latino hoc ille, e da cui deriva il francese moderno oui.

2 Il termine chanson de geste viene infatti dalla locuzione latina res gestae, “azioni, imprese compiute”.

3 Fonte privilegiata è la Vita Karoli di Eginardo (770ca. - 840), storico della corte di Carlo Magno.

4 Ad esempio, le lasse sulla morte di Orlando (Chanson de Roland, CLXX-CLXXV) si aprono tutte con il nome dell’eroe all’inizio del primo verso.

5 Sempre per semplificare e rendere più intellegibili tutti i passaggi della vicenda, è rilevante che ogni giornata è scandita, sul modello della Bibbia, dai momenti dell’alba e del tramonto, e che il numero dei giorni è quello della creazione del mondo.

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